La politica energetica europea è molto chiara: l'obiettivo è il 2020. Per questa data la UE dovrà aver raggiunto i seguenti traguardi:
20% di miglioramento dell'efficienza energetica
20% di riduzione dell'emissione di gas ad effetto serra
20% di energia ricavata da energie rinnovabili
Non è un'utopia!
Attualmente il 12% di energia proviene da fonti rinnovabili. L'Austria è all'avanguardia in questo campo e punta a ricavare, partendo da un acquisito 30%, il 100% dell'energia destinata al riscaldamento e all'elettricità dalle fonti rinnovabili entro il 2030. A noi di seguire questo lodevole esempio!
Per raggiungere concretamente questi risultati dal punto di vista “efficienza” e “riduzione di consumo energetico” sono state attuate diverse direttive. E' il caso di Ecodesign, una direttiva europea che punta a ridurre l'impatto ambientale dei prodotti partendo dalla loro concezione e proseguendo per l'intero loro ciclo di vita. Questo studio consentirà ai vari enti locali competenti di controllare, valutare, etichettare i prodotti di consumo. Da questo studio scaturiranno sicuramente nuove esigenze e restrizioni. Mentre alcuni apparecchi rischiano di essere bollati di utilizzo, vedi di installazione, altri dovrebbero essere promossi allo scopo di rinnovare il parco di stufe e caminetti a legna attualmente esistenti.
Un'altra direttiva europea è la PEB che regola le performance energetiche degli edifici e che inizia ad essere attuata concretamente in alcuni paesi membri. Fino ad oggi, l'installazione di un generatore di calore a legna era legata essenzialmente all'esperienza e alla competenza degli installatori. In futuro, occorrerà considerare ciò che denominiamo il coefficiente energetico di un edificio. Una metodologia di calcolo della performance energetica integrata degli edifici che permetterà di stabilire una diagnosi completa, includendo tutti gli apparecchi aventi un'influenza sui fattori energetici dell'edificio. Occorrerà tener conto di questa diagnosi per integrare il modello più adeguato.